Io non sono io
sono colui che cammina accanto a me
senza che io lo veda,
che, a volte, sto per vedere,
e che, a volte, dimentico.
Colui che tace, sereno, quando parlo,
colui che perdona, dolce, quando odio,
colui che passeggia là dove non sono,
colui che resterà qui quando morirò.
Juan Ramón Jiménez
(poeta spagnolo, 1881 - 1958)
mercoledì 4 dicembre 2013
sabato 23 novembre 2013
Io sono come la lupa
Io sono come la lupa, me ne vado sola e rido
dovunque sia, poichè ho una mano
che sa lavorare e un cervello sano.
Chi mi può seguire venga con me,
ma io me ne sto ritta, di fronte al nemico,
la vita, e non temo il suo impeto fatale
perchè ho sempre un pugnale pronto in mano.
Il figlio e dopo io e dopo...quel che sia!
Quel che prima mi chiami alla lotta.
Talvolta l'illusione di un bocciolo d'amore
che so sciupare prima ancora che diventi fiore.
Alfonsina Storni
dovunque sia, poichè ho una mano
che sa lavorare e un cervello sano.
Chi mi può seguire venga con me,
ma io me ne sto ritta, di fronte al nemico,
la vita, e non temo il suo impeto fatale
perchè ho sempre un pugnale pronto in mano.
Il figlio e dopo io e dopo...quel che sia!
Quel che prima mi chiami alla lotta.
Talvolta l'illusione di un bocciolo d'amore
che so sciupare prima ancora che diventi fiore.
Alfonsina Storni
(poetessa
argentina, 1892 – 1938)
lunedì 18 novembre 2013
...
Il suo sperma bevuto dalle mie labbra
era la comunione con la terra.
Bevevo con la mia magnifica
esultanza
guardando i suoi occhi neri
che fuggivano come gazzelle.
E mai coltre fu più calda e lontana
e mai fu più feroce
il piacere dentro la carne.
Ci spezzavamo in due
come il timone di una nave
che si era aperta per un lungo viaggio.
Avevamo con noi i viveri
per molti anni ancora
i baci e le speranze
e non credevamo più in Dio
perché eravamo felici.
era la comunione con la terra.
Bevevo con la mia magnifica
esultanza
guardando i suoi occhi neri
che fuggivano come gazzelle.
E mai coltre fu più calda e lontana
e mai fu più feroce
il piacere dentro la carne.
Ci spezzavamo in due
come il timone di una nave
che si era aperta per un lungo viaggio.
Avevamo con noi i viveri
per molti anni ancora
i baci e le speranze
e non credevamo più in Dio
perché eravamo felici.
Alda Merini
(poetessa italiana, 1931 – 2009)
mercoledì 13 novembre 2013
Orgoglio
Non ho tempo di
dare a tutti prova
delle mie grandi
insolite virtù,
chi ha occhi per
vedere, veda.
Altrimenti, avrò
occhi ignoti ai più.
C’è chi,
incontrandomi, ha detto:
“Benvenuta nella
mia vita, meraviglia!”.
C’è che di dirlo
non aveva voglia
e sono andata
via, verso le vette.
Il tempo è ratto.
Mi resta qualche dono
di pregio – e cerco
sotto le stelle destinatari.
Forse li cercherò
invano;
e come i faraoni
mi seppellirò
con
i miei averi.
Nina Cassian
(poetessa romena,
1924)
Cedere il posto agli anziani e agli ammalati
Viaggiavo in piedi
eppure nessuno mi
offrì il posto
anche se ero di
almeno mille anni più anziana,
anche se portavo,
ben visibili, i segni
di almeno tre
gravi malanni:
Orgoglio,
Solitudine e Arte.
Nina Cassian
(poetessa romena,
1924)
giovedì 7 novembre 2013
Il poeta
[…]
3
Che cosa
dunque devo fare, io cieco e figliastro,
in un mondo dove chiunque ha un padre e ci vede,
dove su anatemi come su terrapieni - stanno
le passioni! Dove un raffreddore
è chiamato - pianto!
Che cosa dunque devo fare, essendo costola e industria
del canto! - Come un congedo! Abbronzatura! Siberia!
Attraverso le mie ossessioni - come attraverso un ponte!
Con la loro imponderabilità in un mondo di pesi.
Che cosa dunque devo fare, io cantore e primogenito,
in un mondo dove il più nero è grigio!
Dove conservano l'ispirazione come in un thermos!
Con questa smisuratezza in un mondo di misure?!
in un mondo dove chiunque ha un padre e ci vede,
dove su anatemi come su terrapieni - stanno
le passioni! Dove un raffreddore
è chiamato - pianto!
Che cosa dunque devo fare, essendo costola e industria
del canto! - Come un congedo! Abbronzatura! Siberia!
Attraverso le mie ossessioni - come attraverso un ponte!
Con la loro imponderabilità in un mondo di pesi.
Che cosa dunque devo fare, io cantore e primogenito,
in un mondo dove il più nero è grigio!
Dove conservano l'ispirazione come in un thermos!
Con questa smisuratezza in un mondo di misure?!
Marina Cvetaeva
(poetessa
russa, 1892 – 1941)
Non piangere
Non piangere
quando ti sveglierai,
non spezzare
l’incanto dei fiori
con i petali morbidi
e le montagne d’estate
e il mio cuore sempre innamorato.
Non spezzare nulla di questo sogno.
Io sono con te
in ogni maledetto istante
che ci vuole dividere
e non ci riesce.
con i petali morbidi
e le montagne d’estate
e il mio cuore sempre innamorato.
Non spezzare nulla di questo sogno.
Io sono con te
in ogni maledetto istante
che ci vuole dividere
e non ci riesce.
Alda Merini
(poetessa italiana, 1931 – 2009)
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